“Welcome to the fight”

https://www.ilfattoquotidiano.it/2016/11/11/trump-presidente-i-nuovi-trumpisti-e-lequivoco-del-popolo/3185013/

Se devo scegliere tra il New York Times che ha denunciato gli insulti di Trump alle donne e ha fatto inchieste sulle accuse di molestie nei suoi confronti e “The Donald” che quegli insulti li ha pronunciati e quelle donne molestate, preferirò sempre il New York Times. Da mesi ero convinto che Donald Trump sarebbe stato un presidente migliore di quanto si teme. Ma se un giornale come Libero titola “Trump, uno di noi” a me viene in mente una sola risposta: no, cari amici di Libero. Trump non è “uno di noi”. Al massimo è “uno di voi”. E voi forse adesso siete in maggioranza. Ma non siete “il popolo”.

Se anche la maggioranza sceglie di eleggere Trump o vota per la Brexit o magari domani per Marine Le Pen, non per questo significa che sia saggia, che stia perseguendo il benessere di tutti, che non ci siano alternative. Significa solo che quelli che la pensano così, quelli che vedono negli immigrati un pericolo e nella globalizzazione la minaccia, sono tanti. E che quelli che la pensano diversamente devono smetterla di snobbare il confronto, di rifiutare di confrontarsi con chi giudicano grezzo, privo di argomenti, razzista, xenofobo o semplicemente stupido. La Brexit e Trump non sono l’unico esito possibile. Quindi al titolo di Libero, preferisco di gran lunga quello di The Nation: “Welcome to the fight”.

Circonvenzione di incapace

Leggo le reazioni all’elezione di Trump. Leggo che elite non capiscono niente. Leggo che secondo Grillo le elite e gli intellettuali verranno spazzati via dalla democrazia della rete. 

Ecco, suggerisco ai novelli interpreti della politica mondiale di leggere questo articolo e in particolare il passaggio che ho riportato. 

https://www.wsj.com/articles/donald-trump-willing-to-keep-parts-of-health-law-1478895339


“Ho vinto.” E poi “It’s different now.”

Altro che democrazia: circonvenzione di incapace la dovremmo chiamare. 

Due semplici fatti sulla banda larga

Ho appena letto questo articolo: Tlc: in Italia vola la fibra, Whatsapp asfalta gli sms

L’articolo secondo me dice due semplici cose ben evocate dal titolo:

Sono quasi 15,2 milioni gli accessi complessivi broadband da rete fissa registrati nel primo semestre 2016, con una crescita di 582mila unità su base annua e un aumento significativo rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. E’ questo uno dei dati evidenziati dall’Osservatorio sulle Comunicazioni attraverso il quale l’Agcom, a cadenza trimestrale, mette a disposizione di imprese, consumatori e media informazioni in grado di contribuire a migliorare la comprensione delle tendenze di mercato e competitive nel settore delle comunicazioni.I dati elaborati rilevano un’importante riduzione degli accessi in tecnologia xDSL (-400mila), tendenza più che controbilanciata dalla crescita di accessi (+980mila) attraverso tecnologie qualitativamente superiori che ormai superano i 2,6 milioni. In particolare, le linee a banda larga con velocità superiore ai 10Mbit sono il 39% del totale (28,7% a giugno 2015), di cui l’11,5% è rappresentato da linee con velocità superiori ai 30 Mbit (5,7% nel 2015). In Italia gli accessi attraverso la rete di nuova generazione (Nga) superano ormai 1,9 milioni di unità (+870mila da inizio anno), in particolare grazie alla crescita delle linee Telecom Italia e Vodafone. A giugno 2016, Telecom detiene una quota di mercato pari al 46,6%, in leggera flessione (-1%) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente: di questa diminuzione si avvantaggiano in particolare Vodafone (+0,6%) e gli operatori Fixed Wireless Access (+0,7%), in particolare Linkem.

È aumentata l’offerta, è finalmente disponibile e gli utenti passano da doppino a fibra. Se non c’è offerta, la domanda latente non si manifesta. 

Infine il dato relativo gli sms, sostanzialmente “cannibalizzati” da applicazioni di messaggistica istantanea quali WhatsApp: nei primi sei mesi dell’anno sono stati 12,5 miliardi, il 26,8% in meno rispetto alla prima metà del 2015 e oltre il 74% in meno riguardo al massimo raggiunto nei primi due trimestri del 2012, quando ne furono inviati 48,3 miliardi.

La rete è un dumb-pipe e tutto diventa app.

Sono due semplici fatti noti da anni anche se tanti, molti, si rifiutano di accettarlo. E il tentativo di acquisizione di Time Warner da parte di AT&T è l’ennesimo tentativo di rievocare il nostalgico “mondo antico”.

Chissà quanto dovremo aspettare prima che si accetti l’ovvio e l’inevitabile.

L’esatto contrario

Leggo questa notizia e da appassionato vorrei fare alcune considerazioni.

La rotta Alitalia resta in rosso Scricchiola il modello Etihad.

  • Alitalia ha attribuito a Malpensa la colpa del suo fallimento commerciale. 
  • Quando Alitalia era in forze a Malpensa (come voli), il personale di volo stava in larga misura a Roma e doveva essere trasferito ogni giorno a Milano. 
  • Linate ha sempre avuto una marea di voli. 
  • Il problema era certamente che non si potevano avere due hub, ma siccome non si doveva lasciare Roma per motivi politici, alla fine si arrivò ad un prevedibile collasso. 
  • Nel 2008 Alitalia spostò quindi la flotta a Roma perché Malpensa non andava bene. Inoltre incorporò Airone che le faceva concorrenza su Milano-Roma. 
  • A Malpensa rimasero pochissimi voli Alitalia che peraltro mi risultano con un ottimo load factor. 
  • I passeggeri business ovviamente non fanno scalo a Roma e Airfrance “alleata” di Alitalia li porta a Parigi CDG per le connection. Oppure vanno a Londra, Amsterdam, Francoforte, …
  • Due anni fa Alitalia è stata salvata un’altra volta prima da Poste e poi da Etihad. 
  • Hanno licenziato molto personale. 
  • Hanno aggiunto voli a Linate togliendoli da Malpensa, peraltro senza recuperare i passeggeri su Linate, quindi perdendoli verso la concorrenza. 
  • Alitalia continua ad andare male. 
  • Adesso vogliono insistere sulla stessa linea, aggiungendo altri voli a Linate e continuando a fare perno su FCO hub. 
  • Intanto Malpensa fa utili e ha la rotta intercontinentale più trafficata di Italia. Attenzione: al contrario di Fiumicino fa quei numeri senza feeding!
  • La spesa per metro quadro negli esercizi commerciali di Malpensa è seconda solo a Via Montenapoleone. 

In poche parole, da ignorante, mi pare di poter dire che è stato fatto il contrario di quel che sarebbe servito. 

Si è deciso di fare Fiumicino hub, Linate mini-hub e Malpensa mini-point-to-point. 

Secondo me andava fatto Malpensa hub, Fiumicino point-to-point e Linate mini-point-to-point. 

E invece di prendere atto, si va avanti come se nulla fosse. Anzi, peggio. 

Mi sbaglio? Magari sì.

Intanto però Alitalia sta ancora male e Malpensa no. 

Manca la domanda?

Vivo in una zona della Brianza dove c’è solo connettività ADSL. Un rame lungo, per giunta, che ha prestazioni piuttosto scadenti e altalenanti. La fibra non si sa se e quando arriva. Per cui sto cercando di vedere se esiste una alternativa wireless che mi permetta di avere una connessione domestica migliore di quella che ho ora. Una alternativa è Eolo, ma vorrei fare qualche commento sulla offerta degli operatori mobili. 

In molte occasioni mi è stato fatto notare dagli operatori mobili che il 4G è una alternativa valida alla fibra per affrontare i problemi di digital divide in zone a bassa densità abitativa. In effetti, a casa mia il segnale 4G (quanto meno quello di un paio di operatori) è molto buono e quindi potrei avere prestazioni molto migliori della mia ADSL. 

Questo tecnicamente. Ma a fronte delle affermazioni degli operatori, esiste una offerta 4G per uso domestico?

No. 

Non tutti gli operatori offrono a catalogo dei router modem 4G con distribuzione Wi-Fi. Pazienza, lo posso comprare su Amazon. Non mi è chiaro come venga gestito il porting del numero di casa. Pazienza, potrei tenermi il rame solo per la voce. 

Ma il vero problema sono le tariffe del mobile. 

Nessun operatore ha tariffe flat o comunque con data cap compatibili con un uso domestico dove si combina il traffico generato da Smart TV, computer, smartphone, … Non ha senso alcuno usare la stessa tariffa che si usa per uno smartphone. 

Eppure è così. 

Mi dicono che una tariffa flat potrebbe essere usata anche per uso non domestico, ma mobile vero e proprio. Quindi agli operatori non conviene. In realtà si potrebbe limitare l’uso di questa tipologia di SIM alle stazioni radio base localizzate intorno all’abitazione e così vincolarne l’uso domestico. 

Ma poi mi dicono anche che così si cannibalizzerebbe l’ADSL … e a questo punto non capisco più niente. 

Ma allora sta banda larga la vogliamo promuovere si o no? 

E perché mai continuano a dire che non c’è domanda quando loro stessi limitano l’offerta per proteggere il “vecchio”?

Starò diventando vecchio e inacidito, ma proprio non capisco. 

A proposito del Fraunhofer

Spesso ci viene richiesto di essere come il Fraunhofer in Germania. Chi lo conosce sa che non è un singolo istituto ma una costellazione di circa 60 centri indipendenti che coprono tutti i settori delle scienze e tecnologie.

Per curiosità sono andato a vedere i dati dello IESE, il centro che nella galassia Fraunhofer fa un lavoro simile al Cefriel. È diretto da un collega che conosco da quasi 30 anni, Dieter Rombach.

Qui trovate tutti i dati. Per comodità riporto queste tabelle:


Hanno un numero di persone superiore a quelle del Cefriel con uno staff di supporto che è il doppio di quello del Cefriel. Fatturano in proporzione più o meno quanto il Cefriel. 

Ma come sono i loro ricavi?

  • 23% sono garantiti come finanziamento di base. 
  • Un altro 43% sono fondi pubblici.
  • Dai privati prendono il 34% dei ricavi. 

 Il prossimo che mi fa la predica su quanto sono bravi quelli del Fraunhofer …

P.S.: per vostra info, al Cefriel siamo circa 130, fatturato 2015 pari a 10.5 Milioni, finanziamento di base assente, progetti pubblici (bandi di ricerca soprattutto europei) meno del 20%. Il resto contratti con imprese, circa un terzo all’estero.